Matteo Frana

I principi Gestalt: introduzione

Matteo Frana, 10 Giugno 2014

Questo è il secondo articolo della serie “UX Design: Principi fondamentali”.
Leggi il primo articolo

In questo articolo introdurrò i principi Gestalt e gli stadi dell’elaborazione visiva.

La psicologia Gestalt

Quando osserviamo un’immagine o un insieme di oggetti del mondo reale, solitamente abbiamo davanti agli occhi una scena complessa, composta da molte forme e colori. Quello che però il nostro cervello percepisce è un insieme di oggetti ben definiti e separati dallo sfondo della scena. Come avviene il processo che porta da un insieme di punti dell’immagine a far emergere la percezione degli oggetti come entità intere, un tutto che ha un significato ed è quindi più che la semplice somma delle parti?

Le prime risposte a questa domanda derivano dal lavoro svolto da un gruppo di psicologi tedeschi intorno al 1920. In particolare i primi studi sono quelli di Max Wertheimer, Wolfgang Kohler e Kurt Koffka, noti come “psicologi Gestalt” (in tedesco “gestalt” significa forma, struttura, ma anche “tutto intero”).

Principi Gestalt design

Gli stadi dell’elaborazione visiva

Per comprendere meglio il lavoro degli psicologi Gestalt è utile fare un salto in avanti nel tempo, introducendo brevemente i 3 principali livelli di elaborazione visiva (visual processing) alla luce della neurofisiologia moderna, senza alcuna pretesa di completezza o eccessiva precisione, data la complessità dell’argomento.

Livello 1: elaborazione nella retina

Un primo stadio di elaborazione avviene già all’interno della retina. La retina è infatti strutturata per il riconoscimento rapido dei bordi delle immagini (edge detection). Sotto allo strato dei fotoricettori (coni-S sensibili al blu-violetto, coni-M sensibili ai verdi, coni-L sensibili ai rossi e bastoncelli sensibili a luce di bassa intensità), c’è infatti un altro strato di cellule molto importanti, dette cellule bipolari (di tipo on e off). Queste cellule “comprimono” i dati da inviare al cervello (anche perché i fotoricettori sono 100 volte più numerosi rispetto alle cellule gangliari che devono trasportare il segnale), applicando sostanzialmente un algoritmo di edge-detection (riconoscimento bordi).

Per approfondire il funzionamento di questo sistema nel dettaglio vi consiglio di leggere (purtroppo non esistono su wikipedia articoli altrettanto dettagliati in italiano):

Livello 2: Pre-attentive Processing

Il secondo stadio è costituito dal cosiddetto “pre-attentive processing”, un processo inconscio di durata inferiore a un quarto di secondo, durante il quale le informazioni dalla retina vengono assemblate in forme e gruppi. Le gradazioni di chiaro e scuro vengono processate all’interno del talamo, dove vengono riconosciuti i contorni decifrando contrasto, orientamento e bordi. Il “segnale” viene quindi distinto in gruppi di oggetti davanti ad uno sfondo. La figura e lo sfondo dell’immagine vengono quindi inviati a differenti centri di elaborazione: le figure nell’area laterale occipitale (per il riconoscimento di oggetti), mentre lo sfondo alle aree dorso-mediali, ad esempio per il riconoscimento di movimenti.

Livello 3: Attentive Processing

Il terzo stadio è rappresentato dall’elaborazione cosciente (“attentive processing”), dove avviene l’effettivo riconoscimento degli oggetti, il quale sfrutta anche il confronto con la memoria dell’esperienza passata: è il processo che, quando vediamo un prisma appuntito, ci porta a dire “questa è una matita”.

I principi Gestalt

Il lavoro degli psicologi Gestalt riguarda principalmente lo studio del secondo stadio di elaborazione, ovvero di come il processo visivo inconsciamente tenda a fare ordine nel caos, riconoscendo oggetti dalle parti separate ed organizzando gli elementi visuali in gruppi, per formare un’immagine il più possibile unitaria e ordinata.

I risultati di questa ricerca sono stati cristallizzati nei cosiddetti “principi Gestalt dell’organizzazione percettiva”. Nei prossimi articoli presenterò i 7 principi Gestalt che ritengo più significativi (in inglese Proximity, Similarity, Common fate, Continuity, Closure, Figure/ground, law of Pragnanz).

Oltre ai tipici esempi didattici di ciascun principio, farò qualche esempio pratico, soprattutto legato alle interfacce software e al web design, per mostrare come i principi Gestalt applicati in modo corretto o meno possano migliorare la qualità di un’interfaccia o, al contrario, renderla poco comprensibile.

Libri consigliati

Per approfondire l’argomento esposto in questo post, vi consiglio la lettura dell’ottimo libro “Designing with the Mind in Mind” di Jeff Johnson, il quale spiega i principi di design alla luce della psicologia cognitiva:

Designing With the Mind in Mind:
Simple Guide to Understanding
User Interface Design Guidelines

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